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| Il mio shop on line su Artigianamente |
martedì 3 marzo 2015
Il mio shop on line su Artigianamente.it
Ho aperto un negozio on line sul sito Artigianamente.it, alcuni dei miei gioielli sono in vendita, se le mie cose vi piacciono assegnatemi i vostri Like
Monstera
Storie a volte tragiche, che raccontano i sentimenti repressi nelle donne. I sentimenti che si possono scatenare in una donna creativa repressa che vede nel suo "capo" un individuo privo di sensibilità nonchè privo anche di quelle qualità che dovrebbe avere chi occupa il suo posto nel lavoro, possono essere molto forti, è il caso della storia associata alla Monstera:
"Primo piano, stanza 104 davanti alla porta chiusa lei si chiedeva cosa mai volesse e perché l’aveva convocata, un senso di rifiuto la prendeva allo stomaco come se qualcosa da dentro le stesse stringendo il diaframma. Bussò una, due, tre volte con attese di qualche secondo ognuna ma da dentro si sentiva solo un parlottare vago. Alla fine timidamente girò la maniglia e si affacciò nella stanza con lo sguardo interrogativo. Lui era alla scrivania davanti al computer ma parlava al telefono con qualcuno, la conversazione era iniziata forse da qualche minuto, le fece cenno di sedersi e aspettare e lei si sedette. Aspettava continuandosi a chiedersi cosa volesse, «sicuramente sarà qualche scocciatura» pensava, pensava e aspettava, guardando la finestra aperta dalla quale entrava la luce e una lieve brezza che annunciava l’estate vicina, la tenda si muoveva leggermente andandosi a scontrare con le grandi foglie della pianta di lato, una pianta grande, quasi maestosa con delle grandi foglie con dei buchi, una Monstera.
Quella pianta era lì da anni, silente e testimone di chissà quanti intrallazzi del suo «capo», perché lui era uno che intrallazzava molto, se potesse parlare quella pianta chissà quante ne racconterebbe, quanti imbrogli, quante meschinità. Per un attimo sembrava che la conversazione stesse per terminare e lei guardò lui ma niente, incurante ricominciava a parlare e parlare con il suo misterioso interlocutore, parlava come in codice, ovviamente lei non capiva nulla. «Perché mi ha chiamata se vuole stare al telefono?» pensava, il suo tempo era nulla per lui e la sua attesa dovuta.
Guardò di nuovo la pianta e desiderò di trasformarsi in una gigantesca monstera per poter ascoltare tutti gli imbrogli che lui faceva, le sue scenate ai sottoposti, i suoi commenti, desiderava avere delle lunghe radici aeree come quelle della pianta vicino alla finestra per poterlo avvolgere e stritolare, lui era un individuo sgradevole, arrogante e molto stronzo. A un certo punto avvenne, quello che lei aveva fantasticato stava avvenendo, le radici iniziarono ad avvolgere dapprima i piedi e poi le gambe sotto la scrivania, salendo lentamente verso il busto, lui non si era ancora accorto di nulla ma quando le radici cominciarono ad avvolgere le braccia e la mano sulla cornetta del telefono lui sbarrò gli occhi e guardò lei stupito, quando si rese conto di quello che stava avvenendo era ormai troppo tardi, troppo tardi, le radici lo avevano avvolto come una lunga corda su un grande rocchetto e stringevano sempre di più e lei a quel punto non poteva fare più nulla, era la Monstera."
| Collana in bronzo con rodoliti e zaffiro rosa sintetico |
| Ciondolo in bronzo con rodoliti |
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| Orecchini in bronzo con tormaline rosa |
Quella pianta era lì da anni, silente e testimone di chissà quanti intrallazzi del suo «capo», perché lui era uno che intrallazzava molto, se potesse parlare quella pianta chissà quante ne racconterebbe, quanti imbrogli, quante meschinità. Per un attimo sembrava che la conversazione stesse per terminare e lei guardò lui ma niente, incurante ricominciava a parlare e parlare con il suo misterioso interlocutore, parlava come in codice, ovviamente lei non capiva nulla. «Perché mi ha chiamata se vuole stare al telefono?» pensava, il suo tempo era nulla per lui e la sua attesa dovuta.
Guardò di nuovo la pianta e desiderò di trasformarsi in una gigantesca monstera per poter ascoltare tutti gli imbrogli che lui faceva, le sue scenate ai sottoposti, i suoi commenti, desiderava avere delle lunghe radici aeree come quelle della pianta vicino alla finestra per poterlo avvolgere e stritolare, lui era un individuo sgradevole, arrogante e molto stronzo. A un certo punto avvenne, quello che lei aveva fantasticato stava avvenendo, le radici iniziarono ad avvolgere dapprima i piedi e poi le gambe sotto la scrivania, salendo lentamente verso il busto, lui non si era ancora accorto di nulla ma quando le radici cominciarono ad avvolgere le braccia e la mano sulla cornetta del telefono lui sbarrò gli occhi e guardò lei stupito, quando si rese conto di quello che stava avvenendo era ormai troppo tardi, troppo tardi, le radici lo avevano avvolto come una lunga corda su un grande rocchetto e stringevano sempre di più e lei a quel punto non poteva fare più nulla, era la Monstera."
martedì 17 febbraio 2015
Solo scatole?
Vorrei scrivere qui qualcosa riguardo al packaging dei miei oggetti. Avevo pensato fin dall’inizio di questo progetto che avrei voluto degli oggetti particolari, non semplicemente delle scatole, per quanto se ne trovano anche di molto belle ma... volevo degli oggetti particolari per i miei oggetti (mi si perdoni la ripetizione).
Ho iniziato quindi a progettare i primi involucri per la collezione Ginkgo, una serie fatta con la stampante 3D in ABS in cui ho voluto riproporre i disegni dell’oggetto che ognuno contiene.
Ho affidato i miei progetti a Luigi Perilli che sta realizzando questi begli oggetti destinati a contenere le mie fusioni. Vorrei sottolineare che così come le fusioni anche le scatole sono realizzate una per una con santa pazienza e non sono prodotti in quantità industriale ma una piccola e spero ricercata produzione artistica e artigianale con un poco di high tech.
Per la collezione Coral ho pensato a qualcosa di molto più naturale, quasi organico, e in questo caso interamente fatto a mano dalla mia amica Paola Napoleoni, un’artista a tutto tondo di cui mi fido ciecamente.
Gli oggetti realizzati da Paola per le fusioni Coral riproducono delle pietre arrotondate, nere e bitorzolute, internamente sono rivestite di foglia d’argento trattata, mi piacciono veramente tanto e sono in cartapesta, un materiale estremamente versatile. Anche queste sono uniche, non ce ne sarà mai una uguale all’altra.
Link Luigi Perilli
Link Paola Napoleoni
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| Progetti per il packaging |
| Scatola per il bracciale Ginkgo (stampa 3D in ABS) |
| Scatola per il bracciale Ginkgo (stampa 3D in ABS) |
Per la collezione Coral ho pensato a qualcosa di molto più naturale, quasi organico, e in questo caso interamente fatto a mano dalla mia amica Paola Napoleoni, un’artista a tutto tondo di cui mi fido ciecamente.
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| Scatola per il bracciale Coral (cartapesta e foglia argento) |
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| Alcune scatole per la collezione Coral (cartapesta e foglia argento) |
Link Luigi Perilli
Link Paola Napoleoni
venerdì 6 febbraio 2015
Donna, natura e società - le ministorie
Dal Blog di Alchimia.com
La collezione di gioielli presente nelle pagine del sito che ho dedicato ai miei gioielli (www.alchimia.com) nasce dall’ispirazione alla natura e all’intima connessione della donna con essa in una società sempre più ostile alla donna. Forse non tutte le donne ne sono consapevoli ma io sono convinta che la donna, molto più dell’uomo è fortemente legata alla natura, ai suoi cicli, alla sua potenza e al suo mistero.
E' per questo quindi che ho scritto delle mini-storie per ogni pianta rappresentata nei miei gioielli. Vorrei iniziare con la storia dedicata alle foglie di Ginkgo, il Ginkgo Biloba è forse la pianta più antica presente nel pianeta ed è considerata un fossile vivente. Ha una potente simbologia e per me rappresenta la grazia per la bella forma delle sue foglie a ventaglio.
«Le dita, le sue lunghe e affusolate dita cominciarono a trasformarsi in qualcosa di estremamente sottile e poi piatto, dei ventagli, dei piccoli ventagli, erano diventati dei rami con delle foglie a forma di ventaglio, erano foglie di ginkgo. Il suo desiderio stava diventando realtà, per quanto possa definirsi reale una realtà irreale... Non sarebbe più stata un essere umano, aveva desiderato spesso di non volere più far parte di quella specie crudele, ne era disgustata. Gli uomini possono scegliere, gli uomini possono decidere di non uccidere, di non torturare, sanno cosa sia la sofferenza tuttavia la infliggono ad altri uomini e alle donne, e ai bambini, e agli animali.
Che razza folle e distruttiva! Ma ora stava diventando altro, in pochi secondi le sue mani non erano più mani ma rami e le dita erano delle bellissime foglie, nel guardarle qualche lacrima scese e si trasformò, in pietre lucenti e sferiche. Non era più un essere umano ora.»

La collezione di gioielli presente nelle pagine del sito che ho dedicato ai miei gioielli (www.alchimia.com) nasce dall’ispirazione alla natura e all’intima connessione della donna con essa in una società sempre più ostile alla donna. Forse non tutte le donne ne sono consapevoli ma io sono convinta che la donna, molto più dell’uomo è fortemente legata alla natura, ai suoi cicli, alla sua potenza e al suo mistero.
| Collana in bronzo bagnato oro, tormaline e opali etiopi |
| Anello in bronzo bagnato oro, tormaline e opale etiope |
| Bracciale in bronzo bagnato oro, tormalina e opali etiopi |
«Le dita, le sue lunghe e affusolate dita cominciarono a trasformarsi in qualcosa di estremamente sottile e poi piatto, dei ventagli, dei piccoli ventagli, erano diventati dei rami con delle foglie a forma di ventaglio, erano foglie di ginkgo. Il suo desiderio stava diventando realtà, per quanto possa definirsi reale una realtà irreale... Non sarebbe più stata un essere umano, aveva desiderato spesso di non volere più far parte di quella specie crudele, ne era disgustata. Gli uomini possono scegliere, gli uomini possono decidere di non uccidere, di non torturare, sanno cosa sia la sofferenza tuttavia la infliggono ad altri uomini e alle donne, e ai bambini, e agli animali.
Che razza folle e distruttiva! Ma ora stava diventando altro, in pochi secondi le sue mani non erano più mani ma rami e le dita erano delle bellissime foglie, nel guardarle qualche lacrima scese e si trasformò, in pietre lucenti e sferiche. Non era più un essere umano ora.»
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